Dopo l’apparizione di Toni Negri all’Università di Genova, dove, stando ai resoconti giornalistici,  il “cattivo maestro” deglli Settanta non solo ha rivendicato la giustezza della violenza diffusa che caratterizzò quel periodo ma ha sottolineato la necessità di forme di «lotta dura» ancora oggi, L’Associazione nazionale vittime del terrorismo (Aiviter) ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, al ministro della Giustizia Andrea Orlando e, per conoscenza, al Rettore dell’Università di Genova Paolo Comanducci, in cui sollecita iniziative contro la propaganda «giustificazionista» nelle sedi istituzionali pubbliche. Di mio aggiungo solo una domanda, naturalmente destinata a restare senza risposta, agli intellettuali italiani e francesi, di solito molto loquaci: non avete proprio niente da dire?

Fasaleaks

Ecco intanto il testo della lettera dell’Aiviter, firmata dal presidente Roberto Della Rocca:

Giovanni Fasanella, giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici.Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. Seguimi su Twitter @GioFasanella o su BBC History

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