Carla Bruni e i morti ammazzati da Battisti e compagni: «Mi sembra un dolore abbastanza comprensibile». Sì, abbastanza. Mi sembra.

Intervistata da Paolo Giordano per www.ilgiornale.it, Carla Bruni, moglie dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, parla di molte cose. Del suo nuovo disco. Dei suoi rapporti con l’attuale marito. Dei suoi ex amori Eric Clapton e Mick Jagger. E spende due parole anche su Cesare Battisti, l’infatuazione modaiola dei salotti intellettuali parigini. Eccole:

«La decisione spetta senza dubbio al Brasile, ma mi sembra normale se l’Italia ne chiede l’estradizione. Credo che Cesare Battisti sia partito dall’Italia ai tempi di Mitterrand che aveva fatto una specie di accordo in questa materia. Ma non era una legge e quindi non vale più. Mi sembra che il dolore del nostro paese sia abbastanza comprensibile».

Le vittime del terrorismo saranno grate alla Signora Sarkozy. Quel «mi sembra» a proposito di un dolore «abbastanza comprensibile» per le pistolettate nella testa o nelle gambe è già qualcosa. Ma con un piccolo sforzo di memoria, la Signora Sarkozy potrebbe colmare ancora un paio di lacune. Se vuole, le diamo un aiutino. E’ giusto quello che dice di Battisti e Mitterrand. Ma la rete logistica che accoglieva in Francia i terroristi italiani venne costruita a partire almeno dal 1974, quando presidente era Valéry Giscard d’Estaing. Mitterrand mise solo un po’ d’ordine, diciamo così. E poi, Battisti, dalla Francia, venne “accompagnato” in Brasile nel 2004, quando il ministro dell’interno francese era… provate a indovinare chi.

Fasaleaks

Giovanni Fasanella, giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici.Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. Seguimi su Twitter @GioFasanella o su BBC History

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