“QUANDO C’ERA LUI”. TANGENTOPOLI NERA. LA SERIE-17 Lettera al Duce: «Ecco la triade della corruzione nel fascistissimo Polesine»

Documenti trovati negli archivi britannici di Kew Gardens, non utilizzati per il libro “Tangentopoli Nera. Malaffare, corruzione e ricatti all’ombra del fascismo nelle carte segrete di Mussolini”, di Mario Josè Cereghino e Giovanni Fasanella, pubblicato da Sperling&Kupfer.

CORRUZIONE, MALAFFARE E RICATTI NEL REGIME FASCISTA

DOCUMENTI VARI

1925-1944

«MUSSOLINI’S SECRETARIAT»

SERIE GFM 36*

THE NATIONAL ARCHIVES/PUBLIC RECORD OFFICE (TNA/PRO)

KEW GARDENS

SURREY

REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA

Lettera a Mussolini sulla triade della corruzione nel fascisstissimo Polesine

Lettera anonima inviata a Mussolini dagli “squadristi di Adria” (28 settembre 1930) sulla corruzione del Pnf nel Polesine:

«Corre voce in Polesine che la Provincia, già fascistissima, sarebbe affidata a mani indegne, sulla cui moralità pubblica e politica nessuno ha fede e sulla quale tutti discutono. Esse sarebbero quelle di:

Giovanni Marinelli. Commesso di negozio in Adria negli anni della sua gioventù. Indi portacarte di Beghi, Galliani e Matteotti. Scritturale degli “Istituti Pii di Adria”, da cui fu cacciato (e lo possono testimoniare gli amministratori del tempo: Comm. Gino Salvagnini, Comm. Pizzini, Bissioli e l’opinione pubblica di Adria) per aver rubati i denari della tombola fatta a pro dei detti Istituti. Poco chiara anche la sua vita a Milano, ove sottrasse denari alla Cassa degli Autori. Cresciuto all’ombra del Fascismo, senza nulla rischiare fino al 1924. Accusato pubblicamente anche di aver salvato dalla giustizia un suo parente, certo Darwin Lucchiari, che assassinò la domestica di cui era amante. Inviso alle masse polesane;

Ottorino Piccinato, Segretario Federale [del Pnf]. Ad onta di ogni processo, per l’intervento politico di alte personalità, come afferma lo stesso Sostituto Procuratore del Re, è stato assolto con una assoluzione che è implicitamente una condanna e con capi d’imputazione che comprendono tutto il Codice Penale e che vanno dal peculato alla violenza carnale. Vissuto alle spalle della moglie, maestra, è giunto a 44 anni senza aver mai lavorato. Ha ricattato la “Società Tabacchi Polesana”, ottenendo una buona uscita di Lire 3000, con un concorso in capitale di Lire 10.000 su cambiale. È pieno di debiti illeciti, persino coi domestici. Piovono su di lui, Segretario Federale, continuamente i precetti per cambiali e tasse, debiti che liquida con altre cambiali, avallate da pavidi per la sua posizione politica. Dopo ricoperta detta carica, ha aperto studi di avvocato nei quali immoralmente si confondono la veste di avvocato e la carica politica, che serve a premere sugli enti e sulle autorità. A mezzo del suo compagno di studio, avv. Pallaro, noto pipinista [militante del Ppi] ed antifascista, e di altro avvocato, da poco tempo inscritto al Fascio, difendono cause sindacali. Piccinato sperpera il denaro federale che, con inusitata larghezza, il suo amico Marinelli gli fornisce dalle casse del Partito, che vengono quindi adoperate per scopi più che altro personali (basterebbe fare il raffronto con le spese degli anni precedenti). Ha rimesso al Partito veri delinquenti. Si osserva anche, in linea morale, che una certa Menon Anita di Costa, nota depravata, con la quale egli ha avuto rapporti, confinata dalla polizia al suo paese, è stata dal Piccinato occupata presso un ente agrario di Lendinara;

Roveroni Giovanni, di Stienta. Non lo descriviamo. Lui, come tutti i suoi, come possono affermare le autorità, ha la vita legata alla violenza ed al ricatto. Esercita azione grandissima sul Piccinato, eccetera, ed è legato da ragioni d’interesse.

È a questa triade che i fascisti del Polesine dovrebbero ubbidire!

Perché non si interessano le autorità? In nome dell’onestà e della morale, i fascisti di fede protestano altamente verso l’Eccellenza Vostra e domandano una inchiesta non addomesticata, non predisposta, non asservita a nessuno».

(Gfm 36/300)

NOTA

*Gfm: German Foreign Ministry (ministero degli Esteri tedesco). È la sigla generale di riferimento per i documenti della Germania nazista e dell’Italia fascista, sequestrati dagli Alleati alla fine della seconda guerra mondiale.

*La sigla Gfm 36 denota il «Catalogo della collezione dei documenti italiani» – si tratta di 645 buste riprodotte fotograficamente dai servizi segreti angloamericani a Roma tra l’autunno del 1945 e la primavera del 1947 –, al cui interno si trovano le carte del Mussolini’s Secretariat, la Segreteria Particolare del Duce.

I post precedenti:

TANGENTOPOLI NERA. LA SERIE-1

TANGENTOPOLI NERA. LA SERIE-2

TANGENTOPOLI NERA. LA SERIE-3

TANGENTOPOLI NERA. LA SERIR-4

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Giovanni Fasanella, giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici.Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. Seguimi su Twitter @GioFasanella o su BBC History

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