Se dovrà essere asse italo-francese, Gentiloni si assicuri che l’Italia ci sia.

Macron è a Roma per gettare insieme a Gentiloni le basi di un’intesa strategica italo-francese. Ottimo. Fuori la Gran Bretagna (purtroppo), l’Europa franco-tedesca non bilanciata da un asse “latino” sarebbe destinata al fallimento. Leggo che il primo passo verso l’accordo sarà la costituzione di un gruppo incaricato di mettere a  fuoco i temi dell’intesa. Ne faranno parte quattro francesi e quattro italiani. Eccellente. Non so chi sceglierà Palazzo Chigi. Ma se il presidente Gentiloni permette, dopo le più vive congratulazioni per la brillantissima idea, un consiglio: si assicuri che i “nostri” siano “italiani”.

Fasaleaks

Giovanni Fasanella, giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici.Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. Seguimi su Twitter @GioFasanella o su BBC History

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