L’episodio di Bardonecchia, la tracotanza francese, il servilismo italiano e un piccolo promemoria dal “Puzzle Moro” per i governanti uscenti (speriamo in modo più decoroso) e quelli entranti (speriamo in modo più dignitoso)

Avrebbero dovuto arrestarli i doganieri francesi che  l’altro giorno hanno oltrepassato i confini del nostro paese e, a Bardonecchia (località in provincia di Torino), si sono comportati come padroni di casa. E invece, le autorità di governo italiane hanno lasciato fare. Limitandosi, dopo un imbarazzante balbettio, a «chiedere spiegazioni» all’ambasciatore (immagino con quanta sofferenza!) dell’“amico“ Macron. Così si comporta la leadership di un paese colonizzato, non la classe dirigente di una nazione sovrana. Questo governo, in carica ancora per qualche settimana per la gestione degli affari correnti, rischia di uscire di scena in modo indecoroso. Mi auguro che lo eviti ponendo rimedio, per quanto è possibile, a un comportamento che definire servile in questo caso è del tutto appropriato. Come mi auguro che il governo che verrà dimostri  attraverso comportamenti concreti, e non con frasi a effetto, di essere davvero espressione dell’interesse nazionale.

Agli uscenti e agli entranti dedico intanto questo breve passaggio del “Puzzle Moro”, un libro che dovrebbero leggere:

E’ illuminante a questo proposito un episodio avvenuto alla frontiera francese nel 1944 di cui fu protagonista proprio Taviani. Era partito dalla Liguria per una missione segreta in una zona al di là del confine. La notte fu ospitato in un campo dei maquis, i partigiani transalpini. Quando fu chiamato nella tenda del comandante, non poté fare a meno di buttare l’occhio su una cartina geografica sulla quale era stata tracciata una spessa linea blu. Indicava i territori italiani da annettere alla Francia dopo la guerra. «Ici pas encore!» (qui non ci siete ancora) disse con durezza il partigiano italiano al partigiano francese. E il transalpino rispose, con un tono altrettanto fermo: «Nous allons voir!» (sarà da vedere). Si dava per scontato che l’Italia dovesse essere terra di conquista. E che lo sforzo politico-militare degli italiani antifascisti al fianco degli Alleati fosse del tutto irrilevante. Lo verificò di persona anche un illustre diplomatico, Pietro Quaroni. In quello stesso anno era rappresentante a Mosca del governo Badoglio e venne incaricato di sondare gli umori degli ambasciatori alleati sulla questione di Trieste. Ma «ottenne ermetici silenzi» racconta ancora Taviani. Si sbottonò con lui soltanto l’ambasciatore del Canada, il quale gli disse: «Altro che Trieste. Prima dello sbarco in Sicilia, nell’ultimo incontro di Algeri era pacifica la divisione del territorio italiano in quattro zone: francese, russa, inglese e nordamericana».

Se lo leggessero, capirebbero perchè la nostra classe dirigente del dopoguerra, nonostante tutto, riuscì ad evitare lo smembramento dell’Italia e a farla crescere sino a portarla nell’empireo delle economie mondiali. E capirebbero anche perchè, dopo l’assassinio di Moro, tutto quello che di buono era stato realizzato è andatato in gran parte perduto.

Fasaleaks

 

Giovanni Fasanella, giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici.Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. Seguimi su Twitter @GioFasanella o su BBC History

Twitter