Il trio D’Alema-Veltroni-Occhetto. Ed Enrico Berlinguer, l’unico dirigente post-comunista ancora in vita

«Il Paese è in mano a un serial killer».

Pare che Achille Occhetto, conversando con i giornalisti nel Transatlantico di Montecitorio, abbia detto proprio così del suo ex compagno di partito Massimo D’Alema. Battuta molto divertente. Al vetriolo. E anche rivelatrice, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’odio profondo che da tre decenni divide i dirigenti ex Pci della covata berlingueriana. In mille occasioni, nel corso della mia attività di giornalista politico-parlamentare, occupandomi della guerra civile che ha distrutto la sinistra, mi è capitato di averne prove e testimonianze dirette. Se dovessi riportare i giudizi di D’Alema su Occhetto e Walter Veltroni, e di Veltroni su D’Alema e Occhetto, non basterebbero due settimane. Ma, per farla breve, voglio citare soltanto un’altra fulminante battuta di Occhetto, questa volta su Veltroni. Di recente, a Imola, mi è capitato di partecipare insieme a lui a un dibattito su Enrico Berlinguer a trent’anni dalla morte. Alla fine, gli ho chiesto se aveva visto il documentario di Veltroni sul leader comunista scomparso nel 1984, e di dirmi che cosa ne pensasse.

«Surreale», mi ha risposto Occhetto con un sorriso sardonico, «alla Buñuel: l’unico vivo era Berlinguer».

Surreale, degno epitaffio della classe dirigente della sinistra post-comunista.

Fasaleaks

 

 

Giovanni Fasanella, giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici.Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. Seguimi su Twitter @GioFasanella o su BBC History

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