Un tragico “giochetto” che abbiamo già conosciuto. Ma non abbiamo imparato nulla. E arriverà il giorno in cui si verseranno lacrime di coccodrillo

Bastano i titoli:

“Militante di Forza Nuova legato e picchiato a Palermo. Controlli in corso sui centri sociali”

 

Forza Nuova: “Niente resterà impunito”

 

Accoltellato militante di Potere al popolo mentre stava affiggendo manifesti a Perugia

 

“A morte le guardie”: scritte e svastiche in via Fani sulla lapide che ricorda la scorta di Moro

E tutto questo è accaduto soltanto nelle ultime 24 ore. E’ un film già visto, purtroppo. E’ un tragico “giochetto” al quale abbiamo assistito già mille volte, in passato. Si chiamava “strategia della tensione”: un colpo della destra radicale a cui rispondeva la sinistra estrema, e viceversa. Finchè non scoppiò l’incendio. Ma che cosa abbiamo imparato? Un bel niente.

Leggo su Huffington Post (qui) frasi come queste, a proposito del secondo volume della monumetale autobiografia di Toni Negri:

Vale la pena leggere ‘Storia di un comunista’ perché non tratta della mera difesa di un uomo cui è toccata la parte di “prigioniero da esibire”, come Negri pure scrive nel libro, di “capro espiatorio di una stagione di insuccessi del potere nel reprimere la rivolta dei movimenti cominciata nel ’68”.

No: ‘Storia di un comunista’ è un’autobiografia intellettuale e sentimentale, la biografia di un’intera generazione e la rivendicazione di una filosofia di vita e di lotta: l’Autonomia, richiesta collettiva di “trasformazione e partecipazione”.

Rivedo una puntata di Rai Tre, il canale della Tv pubblica che qualche giorno fa ha spalancato le porte del suo salotto intellettuale  al “Cattivo maestro” ormai onnipresente (qui).

Leggo le dichiarazioni di esponenti del centro-destra che minimizzano il pericolo di rigurgiti neofascisti e neonazisti…

E’ tutto molto avvilente. E quando ci scapperanno i morti -perchè quel giorno arriverà-, si verseranno lacrime di coccodrillo.

Fasaleaks

Giovanni Fasanella, giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici.Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. Seguimi su Twitter @GioFasanella o su BBC History

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